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09 Dicembre – Arriva a Caltanissetta lo Startup Weekend di Techstars

Startup Weekend Caltanissetta “Food Edition”

Consorzio Universitario di Caltanissetta
Corso Vittorio Emanuele, 92


Venerdì, dal 14 al 16 Dicembre, 2018

Fonte: Techstars

La tua idea in 54 ore

Lo Startup Weekend è  l’evento che accelera progetti innovativi in 54  ore. Con la sua formula “dall’Idea all’Impresa in un solo Weekend” dà spazio a tech-developers, designers, imprenditori e startupper per condividere idee, formare team, creare prodotti/servizi e dare vita a nuove Startup. Lo Startup Weekend di Caltanissetta si svolgerà nel  fine settimana del 14 – 16 Dicembre. La tematica delle 54 ore di attività su cui si punterà è il Food: i partecipanti  avranno l’opportunità di presentare progetti innovativi, trasformando idee fuori dal comune in opportunità di valore. Si affronteranno problematiche relative alla valorizzazione e promozione dei prodotti agroalimentari del Centro Sicilia, all’importanza di una sana e buona alimentazione, all’impatto ambientale generato dalla filiera dell’agroalimentare e si cercherà, partendo  dalle esigenze del territorio siciliano, di trovare una soluzione smart a queste esigenze. Durante i tre giorni i partecipanti acquisiranno  competenze utili allo sviluppo delle idee,  grazie alla formazione erogata da speaker di caratura nazionale che racconteranno la loro storia e le nuove opportunità Business, ed al lavoro in team  sostenuto da Mentor di grande esperienza in settori diversi. Al termine dei tre giorni i giudici sceglieranno il progetto vincitore, per capacità e creatività,  che potrà accedere alle tante opportunità  proposte dai nostri partner, quali: percorsi di consulenza, formazione personale e tanto altro ancora.

Il Programma di Venerdì 14 Dicembre: 

2:00 pm

Registrazione

Benvenuto e gestione accreditamento partecipanti

2:30 pm

Inizio Attività

Opening “Startup Weekend”

3:00 pm

Talk 1

Presentazione Azienda/e Sponsor Platinum

4:00 pm

Talk 2

Nuovi modelli di Business per la filiera Agroalimentare

5:00 pm

Mercato delle idee

7:00 pm

Formazione Team

Votazione progetti e creazione dei team

8:00 pm

talk 3

Il Business Model Canvas

8:30 pm

Cena

Il Programma di Sabato 15 Dicembre:

9:00 am

Colazione

Apertura e colazione

9:30 am

Presentazione dei Mentor

10:00 am

Talk 4 – Startup Pitch

Come fare le slide per un Pitch

10:20 am

Lavoro dei Team

1:00 pm

Pranzo

2:00 pm

Lavoro dei team

4:00 pm

Talk 5 – Startup Pitch

Talk 5 – Startup Pitch. Come presentare in un Pitch

4:20 pm

Lavoro in Team

7:00 pm

Talk 6

7:30 pm

Lavoro in Team

9:00 pm

Cena

Il Programma di Domenica 16 Dicembre:

9:00 am

Colazione

9:30 am

Lavoro team

1:00 pm

Pranzo

3:00 pm

Consegna slide

3:30 pm

Presentazione Giudici

Ringraziamenti a Mentor, Partner, Sponsor, Organizzatori. Presentazione della Giuria

4:00 pm

Talk 7 (Cibo e stili di vita

Cibo e stili di vita

4:20 pm

Pitch Session

6:00 pm

Valutazione e premiazione

7:00 pm

Chiusura lavori e saluti

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05 Dicembre – Arrivano le Prime Sanzioni su GDPR e Privacy

GDPR, prime sanzioni in Europa: quale lezione trarre per le aziende

Una multa di 4 mila euro a un’azienda austriaca che usava male il sistema di videosorveglianza; una da 20 mila a un’azienda tedesca per la mancata cifratura delle password degli utenti e una da 400 mila a una struttura ospedaliera portoghese per problemi di accesso al dato. Che insegnano le prime sanzioni GDPR

Fonte: Agenda Digitale

In attesa di conoscere quale sarà la Sanzione che il Garante Europeo comminerà alla catena alberghiera Marriot per il recentissimo caso di Data Breach che riguarda i dati personali di ben 327 milioni di persone, sono arrivate inesorabili le prime sanzioni in Europa ad alcune Aziende, private e pubbliche, che non hanno ottemperato alle disposizioni del GDPR, entrato in vigore ormai da sei mesi.

Ecco quale lezione possiamo trarne…e ne dovrebbero trarre le aziende.

Partendo dalla “meno costosa”, nel mese di Ottobre il Garante Austriaco Datenschutzbehörden, ha erogato, a seguito di una Ispezione, una sanzione di 4 mila euro ad una azienda che utilizzava il sistema di video sorveglianza in malo modo, puntandolo in parte sul marciapiede esterno al perimetro aziendale riprendendo in modo eccessivo, senza alcuna giustificata motivazione e senza informare con apposita cartellonistica i passanti.

Anche la prima sanzione ad oggetto Data Breach è stata erogata a novembre dal Garante Tedesco Der Landesbeauftragte für Datenschutz und Informationsfreiheit ad una azienda tedesca che, dopo aver dichiarato l’avvenuto Data Breach riguardante ben 330 mila credenziali di caselle di posta elettronica di cittadini tedeschi, è stata multata con una sanzione di 20 mila euro. In questo caso l’attaccante, oltre ad aver sottratto le credenziali utente comprensive di password, le ha anche divulgate in chiaro sulla rete Internet mettendole a disposizione di chiunque; proprio per questo motivo l’autorità tedesca ha sanzionato l’Azienda non tanto per l’avvenuta violazione dei sistemi informatici, ma per il fatto che le password delle caselle di posta elettronica venivano salvate in chiaro all’interno della base dati senza l’utilizzo di opportuni sistemi di cifratura.

In Portogallo la Comissão Nacional de Proteccao de Dados ha erogato a una Struttura Ospedaliera Nazionale la Sanzione più alta di cui ad oggi si ha notizia, ben 400 mila euro. La multa è stata data a seguito di un controllo ispettivo che ha permesso di accertare che sui Sistemi Informativi della Struttura Ospedaliera vi erano seri problemi di politiche di Accesso al Dato, evidenziato come, psicologi, infermieri e medici di qualsiasi reparto potevano, non soltanto accedere, ma anche modificare con estrema facilità (e in totale assenza del principio di necessità) i Dati Personali e sanitari contenuti nelle cartelle cliniche di tutti i pazienti che sono stati ospiti del complesso ospedaliero; sempre durante l’Ispezione gli auditor hanno evidenziato una inadeguata politica di accesso al dato, evidenziando come il problema non è tanto sulla configurazione del sistema informativo ma soprattutto sulla inadeguatezza della policy di accesso al dato scelta e divulgata a tutti gli operatori della struttura ospedaliera.

Quali sono gli spunti di riflessione che le Aziende Italiane devono trarre da questi episodi? Sicuramente che le tante attese sanzioni sono arrivate e che per adesso sono state inesorabili; basti pensare all’episodio austriaco, una problematica quella della cartellonistica informativa inerente alla video sorveglianza spesso sottovalutata dalle pmi e micro imprese italiane che, probabilmente per mancanza di tempo o per la poca attenzione alla tematica della Privacy, non hanno mai adeguato le informative riguardanti le aree sottoposte a video sorveglianza, in alcuni casi omettendo (tutt’oggi) l’esposizione dei cartelli informativi nei luoghi dove vi è un sistema di video sorveglianza in funzione.

La sanzione data all’Azienda Tedesca ci fa capire come le autorità garanti per la protezione dei dati non erogheranno sanzioni per la sola avvenuta violazione ai sistemi che custodiscono e trattano dati personali, se non nel momento in cui, a fronte di un accertamento, si evidenziassero gravi problematiche di Cyber Security, come per l’appunto, il madornale errore di conservale la password di un account in chiaro all’interno delle memorie informatiche aziendali, senza alcun ausilio di ormai consolidati sistemi di cifratura. Una riflessione in più va fatta in considerazione alla cattiva abitudine delle aziende italiane che adottano una politica per la gestione del data breach (o dell’incidente informatico) troppo generalista che non tiene in considerazione il fatto che nella maggior parte dei casi l’azienda ha una politica per la gestione dell’incidente informatico ma non ha un sistema per identificare gli attacchi informatici e per capire che sta avvenendo un attacco informatico che potrebbe a sua volta scaturire un data breach.

Non per ultimo il caso portoghese ci deve far riflettere su quale possa essere l’attuale stato dei sistemi informativi delle aziende sanitarie, private e pubbliche, del nostro territorio. Nel nostro territorio esistono regioni e strutture virtuose che sono al passo con i tempi e con le norme, ma per esperienza personale dello scrivente, la situazione in molti altri casi è la medesima dell’azienda ospedaliera portoghese, con addirittura alcune realtà che tutt’oggi, da nord a sud, sperano di non ricevere mai alcuna ispezione del Garante nemmeno nel 2019, perché lo stato dell’arte della revisione delle politiche di accesso al dato e dell’attuazione di queste politiche all’interno del sistema informativo aziendale è ancora in una fase embrionale, tra sistemi e software obsoleti non aggiornabili, Data Protection Officer condiviso su più aziende che non riesce a star dietro alle esigenze di una singola azienda ospedaliera, personalizzazioni di software necessarie per l’interoperabilità del dato che generano modalità lasche di accesso al dato stesso, e chi più ne ha più ne metta.

Non ci sono più scuse, e i fatti appena accaduti testimoniano un impegno dei Garanti degli Stati membri nel mantenere la guardia sempre alta, a tutela dei Dati dei Cittadini. Le aziende italiane sono avvisate, ancora una volta, grazie alle disavventure di altri. Colgano tutti l’occasione per imparare dagli errori e impegnarsi nell’ottemperanza della norma, sia dal punto di vista delle politiche e dei regolamenti aziendali, sia dal punto di vista implementativo e tecnologico.

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23 Novembre – Privacy o non Privacy, il Primo Gennaio parte la Fatturazione Elettronica

Proroga sanzioni fatturazione elettronica e accordi per la privacy: avanti verso l’obbligo di gennaio

L’articolo completo su: Agenda Digitale

L’avevamo preannunciato, si sarebbe partiti puntuali il Primo Gennaio. E così sarà.

Le notizie di questi giorni ci confermano che l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati prosegue il suo cammino verso la data del primo gennaio 2019. Accanto a chi ne agevola l’adozione, provando a costruire un contesto favorevole e un inizio dolce, ci sono anche spinte verso la proroga, le profonde ma tardive riflessioni o lo scaglionamento.

Per esempio emerge che si va verso una proroga di tre mesi (a settembre 2019) delle sanzioni per la fatturazione elettronica ed è stato avviato un tavolo tra Garante Privacy e Agenzia per l’Entrate per risolvere i problemi sulla fatturazione elettronica scoppiati la scorsa settimana.

In ogni caso è ormai scontato che il Sistema di Fatturazione Elettronica andrà a Regime già dal primo Gennaio. Noi siamo già pronti e organizzati, Contattateci per maggiori informazioni e per conoscere i processi ottimizzati di fatturazione elettronica utilizzati da Tecno 3 Consulting.

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19 Novembre – Fatturazione Elettronica “sospesa”: non è in Compliance con il GDPR!

Garante privacy, “stop” alla fattura elettronica: e adesso?

Il Sistema realizzato dall’Agenzia delle Entrate per l’obbligo di fatturazione elettronica che scatta dal Primo Gennaio non risulta essere Privacy by Design, alla luce del Gdpr. Ecco perché è una mossa importante e quali sono le prospettive adesso

Fonte: Agenda Digitale

Il Sistema realizzato dall’Agenzia delle Entrate per l’obbligo di Fatturazione Elettronica che scatta da Gennaio non risulta essere Privacy by Design, per cui non è in Compliance con il Gdpr (qui le informazioni utili sul Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali). Per questo va corretto in corsa, con forti incognite che adesso si aprono su tempi e modi di adeguamento agli adempimenti di legge.

E’ il primo commento che si può fare al provvedimento- più che corretto- con cui il Garante della Privacy interviene sull’obbligo della Fatturazione Elettronica tra Imprese.

Sono evidenti i rischi derivanti dalle lacune di progettazione con cui l’Agenzia delle Entrate ha pensato il Sistema di interscambio. E’ la prima volta che il Garante esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dal Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali, attraverso un provvedimento adottato anche a seguito di alcuni reclami. Sempre alla luce delle nuove leggi, il Garante nota che doveva essere consultato ma l’Agenzia non l’ha fatto.

Che succede ora?

L’Agenzia dovrà quindi rifare in corsa il Sistema. Non si sa ancora se questo comporterà un ritardo: è la questione principale. Alcuni aspetti sono facilmente risolvibili, come l’oscuramento dei campi nell’Xml; la cifratura di tutto ciò che si conserva invece comporterebbe attività ben più gravose e un rallentamento del sistema stesso. E apre dubbi sulla su tenuta complessiva.

Altre osservazioni del Garante sono difficilmente regolabili, per esempio quelle sul Ruolo degli Intermediari (Contattaci per saperne di più) che andrebbero a raccogliere e mantenere una serie rilevanti di volume di dati. Questo appunto però riguarda la governance complessiva e come ricaduta avrebbe la modifica dei Sistemi anche degli intermediari. Il rischio da evitare, ovviamente, è la Profilazione delle abitudini di consumo degli utenti.

Non si sa quindi se l’Agenzia chiederà altro tempo al Governo, perché questi faccia una norma d’urgenza per il rinvio. L’occasione viene proprio dagli emendamenti di proroga in DL Legge Fiscale.

Ma anche se formalmente non ci sarà rinvio, comunque la notizia di oggi crea incertezza tra gli operatori e i soggetti che all’obbligo dovrebbero adeguarsi. E che in questo periodo starebbero lavorando (alcuni, si sa, a fatica) per farlo. Se non ritardi (ovvero proroghe) normativi, ci possono essere insomma ritardi applicativi.

Di seguito il dettaglio, dei problemi rilevati dal Garante:

  1. In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali.

  2. Altre criticità derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.

  3. Ulteriori problemi pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di Imprese, accentrando enormi masse di Dati Personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici.

  4. Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano forti criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica di terze parti.

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11 Novembre – Startup Week e Weekend a Catania

Innovazione a Catania: al via domani Startup Week 2018

Fonte: SudLife

Si preannuncia una settimana all’insegna dell’Innovazione!

Da domani e fino al 16 Novembre si terrà a Catania la prima Startup Week mai organizzata nel sud Italia, nonché la seconda italiana dopo Roma.

Una settimana fittissima di appuntamenti tra conferenze, seminari, masterclass, workshop e incontri di networking, che vedranno coinvolti speaker e professionisti intorno ai temi dell’Imprenditoria Innovativa.

Startup Week ha l’obiettivo di celebrare storie di successo, discutere di riforme e di iniziative che consentano l’espansione dell’innovazione locale al fine di incoraggiare le attività imprenditoriali e l’investimento sul nostro territorio.

Organizzata già in 57 città del mondo per promuovere l’ecosistema Startup locale, attraverso incontri, conferenze ed altre attività, i numeri della Startup Week parlano più di ogni altra cosa: nel solo 2017 oltre 100.000 imprenditori, decine di sessioni didattiche e centinaia di workshop con partecipanti che vanno dai 400 ai 6.000 e più per ogni città, con un altissimo tasso di coinvolgimento.

L’opening ufficiale della Startup Week Catania si terrà domani lunedì 12 novembre alle ore 16:00 presso l’Innovation Hub&Lab di ENEL (Passo Martino, Zona Industriale Sud), in collaborazione con Tree e Enisie, importanti partner dell’evento. Si parlerà di Smart TourismFood Tech ed E-Health con interventi mirati

Il secondo giorno, martedì 13 novembre sarà la giornata dedicata a Digital Marketing e Design, mentre mercoledì 14 si svolgeranno incontri e sessioni riguardanti l’ambito Big Data & AI.

Giovedì 16 novembre sarà una giornata interamente dedicata a BlockchainEnterpreneurship e Development, che vedrà interventi e conferenze tenute da ospiti di rilievo internazionale specie su un argomento, come le Blockchain, ancora poco approfondito anche dagli ‘addetti ai lavori’.

Venerdì sarà poi la volta degli incontri in ottica Digital Marketing & Development che si ‘concluderanno’ con l’inizio di Startup Weekend, che accompagnerà i partecipanti dal 16 al 18 Novembre.

Le track affrontate saranno le più varie e spazieranno negli ambiti più attuali del mondo dell’Innovazione, permettendo a tutti di comprendere aspetti interessanti e innovativi che rappresentano il futuro delle Imprese, delle singole persone, dell’ambiente e di numerosi altri campi di interesse.

La sesta edizione di Startup Weekend sarà una vera e propria competizione della durata di tre giorni, dove i partecipanti acquisiranno competenze utili allo sviluppo delle idee, grazie alla formazione erogata da speaker di caratura nazionale ed al lavoro in team sostenuto da mentor di grande esperienza in settori diversi.

Maggiori informazioni e programmi dettagliati su https://catania.startupweek.co/

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06 Novembre – Bando “Resto al Sud” esteso a Professionisti e persone fino a 45 anni

Aperta a Professionisti e a persone fino a 45 anni la misura Resto al Sud

La legge di bilancio 2019 ne amplia la platea

Fonte: IncentiviSicilia

Arrivano importanti modifiche ad una delle più importanti misure di agevolazione attive ad oggi dedicata a coloro i quali vogliano avviare una nuova attività in Sicilia e nel Mezzogiorno. La nuova legge di bilancio 2019 ha previsto infatti un sostanzioso allargamento della platea a cui è dedicata la misura Resto al Sud, aprendo l’agevolazione anche ai professionisti (prima esclusi) e facendo in modo che anche i meno giovani con meno di 45 anni (il limite era prima di 35 anni) possano accedere all’agevolazione.

La nuova legge di bilancio 2019 prevede testualmente : ” Modifiche alla misura a favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno denominata “Resto al Sud” 1. Al decreto – legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n.  123, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 1, comma 2,  le parole «35 anni»  sono sostituite dalle seguenti  «45 anni»; b) all’articolo 1, comma 10,  le parole «libero professionali e» sono soppresse.”

Per chi non lo sapesse la misura Resto al Sud, gestita di Invitalia, è una misura agevolativa dedicata a coloro i quali vogliono costituire nuove imprese e avviare nuovi studi professionali nelle regioni Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna.

Per questa agevolazione sono stati destinati ben 1,25 miliardi di euro, da ripartire ancora in importi annuali massimi fino a:

  • 462 milioni di euro per l’anno 2019;

  • 308,5 milioni di euro per l’anno 2020;

  • 92 milioni di euro per l’anno 2021;

  • 22,5 milioni di euro per l’anno 2022;

  • 18 milioni di euro per l’anno 2023;

  • 14 milioni di euro per l’anno 2024;

  • 17 milioni di euro per l’anno 2025;

Il bando, a partire dal 1 Gennaio 2019 è rivolto ai soggetti di eta’ compresa tra i 18 ed i 45 anni che presentino i seguenti requisiti:

a) siano residenti nelle regioni Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna al momento della presentazione della domanda o vi trasferiscano la residenza entro sessanta giorni dalla comunicazione del positivo esito dell’istruttoria;

b) non risultino gia’ titolari di attivita’ di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017, o non risultino gia’ beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialita’;

c) non devono essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto;

Chi rispetta questi parametri potrà presentare domanda di ammissione alle agevolazioni purche’ siano gia’ costituiti, al momento della presentazione della domanda e comunque successivamente alla data del 21 giugno 2017, o si costituiscano, entro sessanta giorni, o entro centoventi giorni in caso di residenza all’estero, dalla data di comunicazione del positivo esito dell’istruttoria sotto forma di impresa individuale o societa’, ivi incluse le societa’ cooperative.

Le societa’ potranno essere costituite anche da soci persone fisiche che non abbiano i requisiti anagrafici a condizione che la presenza di tali soggetti nella compagine societaria non sia superiore ad un terzo, e che gli stessi non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soggetti richiedenti. Per tali soci però non è prevista alcuna quota di agevolazione.

I soggetti beneficiari della misura devono mantenere la residenza nelle regioni indicate per tutta la durata del finanziamento e le imprese e le societa’ di cui al presente comma devono avere, per tutta la durata del finanziamento, sede legale e operativa in una delle regioni del Mezzogiorno

I soggetti cosi individuati possono presentare istanza di accesso alla misura, corredata da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, attraverso una piattaforma dedicata sul sito istituzionale dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. – Invitalia. La stessa Invitalia provvederà anche  alla relativa istruttoria, valutando anche la sostenibilita’ tecnico-economica del progetto, entro sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza, ad esclusione dei periodi di tempo necessari alle eventuali integrazioni documentali che possono essere richieste ai proponenti, una sola volta.

Spese ammissibili

Le spese che sono ammesse a finanziamento sono:

  1. opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attivita’ del soggetto beneficiario nel limite massimo del trenta per cento del programma di spesa;

  2. macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;

  3. programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

  4. spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attivita’ d’impresa nella misura massima del venti per cento del programma di spesa; sono ammissibili le spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attivita’ finanziata.

Non saranno invece ammissibili alle agevolazioni le spese:

  1. relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback, fatta eccezione dei canoni di leasing maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale

  2.  per l’acquisto di beni di proprieta’ di uno o piu’ soci dell’impresa richiedente le agevolazioni e, nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado;

  3. riferite a investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;

  4. effettuate mediante il cosiddetto «contratto chiavi in mano»;

  5. relative a commesse interne;

  6. relative a macchinari, impianti e attrezzature usati;

  7. notarili, imposte, tasse;

  8. relative all’acquisto di automezzi, fatta eccezione per quelli strettamente necessari al ciclo di produzione di cui al Programma di spesa o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti;

  9. di importo unitario inferiore a euro 500,00 (cinquecento/00); j) relative alla progettazione, alle consulenze e all’erogazione degli emolumenti ai dipendenti delle imprese individuali e delle societa’, nonche’ agli organi di gestione e di controllo delle societa’ stesse.

Le agevolazioni  previste coprono il 100% delle spese e sono:

  1. 35 per cento come contributo a fondo perduto erogato dal soggetto gestore della misura;

  2. 65 per cento sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da istituti di credito in base alle modalita’ definite dalla convenzione . Il prestito di cui al periodo precedente e’ rimborsato entro otto anni complessivi dalla concessione del finanziamento, di cui i primi due anni di pre-ammortamento, e usufruisce del contributo in conto interessi e della garanzia.

Sono finanziabili le attivita’ imprenditoriali relative a produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria, ovvero relativi alla fornitura di servizi, e a partire dal 2019 anche le attività professionali.

Sono escluse dal finanziamento le attivita’ commerciali ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attivita’ di impresa.  I finanziamenti non possono essere utilizzati per spese relative alla progettazione, alle consulenze e all’erogazione degli emolumenti ai dipendenti delle imprese individuali e delle societa’, nonche’ agli organi di gestione e di controllo delle societa’ stesse.

 

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05 Novembre – Finanza Alternativa per PMI

Cresce in Italia la finanza alternativa: più supporto a non quotate e Pmi

Fonte: IlSole24Ore

A piccoli passi la Finanza Alternativa cresce anche in Italia. Private equity, private debt, mini bond, crowdfunding sono strumenti entrati nel gergo comune dei direttori finanziari delle Imprese in particolare quelle non quotate e di piccole, medie dimensioni. Un interesse cresciuto negli ultimi anni all’indomani della crisi finanziaria e all’ombra del credit crunch che ha costretto le imprese a cercare fonti di finanziamento alternative al credito bancario. Come se non bastasse, la regolamentazione stringente imposta da Bruxelles ha spinto gli istituti di credito ad essere meno laschi nei confronti delle imprese.

In un ipotetico nuovo scenario di restrizione del credito da parte delle Banche quali strumenti possono disporre le imprese per continuare a finanziarsi? Alla domanda risponde la finanza alternativa che mostra ogni anno numeri in crescita in linea con il resto dell’Europa: secondo Deloitte Alternative Lender Deal Tracker (I trimestre 2018), il settore è aumentato del 22% rispetto ai 12 mesi precedenti. Come nel caso dei mini-bond che negli ultimi 5 anni hanno visto crescere il valore nominale fino a superare 16,9 miliardi di euro, 2,9 miliardi considerando solo le emissioni delle piccole e medie imprese (e 3,2 valutando esclusivamente quelle inferiori ai 50 milioni). Soltanto nel 2017, la cifra si è attestata a 5,5 miliardi di euro, pari a 170 emissioni, 147 delle quali sotto i 50 milioni, secondo i dati dell’Osservatorio mini bond del Politecnico di Milano. Parte di questi bond sono quotati alla Borsa Italiana nel segmenti ExtraMotPro pari a 1,5 miliardi di euro (soltanto 188 milioni di euro nel 2017).

Dai mini bond al private debt il passo è breve. I fondi dedicati al capitale di debito a cui si aggiungono quelli sul private equity e il venture capital, presentano numeri in crescita costante. Nel caso del private debt, nel primo semestre del 2018 sono stati raccolti sul mercato 141 milioni di euro e dall’inizio dell’attività (2013) a oggi, il fundraising complessivo si è attestato a 1,9 miliardi di euro di cui soltanto 617 milioni andati a finanziare direttamente le imprese nel 2017 e 448 milioni di euro nei primi sei mesi: «Oggi dobbiamo finanziare lo sviluppo delle imprese, muovere la finanza con strumenti che vanno incontro alle esigenze degli imprenditori – spiega Anna Gervasoni direttore generale di Aifi -. L’Italia è un mercato nuovo per il private debt, ma sta rispondendo bene e stanno affrontando il secondo turn around». Ad aiutare la crescita di questi fondi hanno contribuito gli incentivi introdotti nel 2013 dal governo con cui si è voluto lanciare canali alternativi a quello tradizionale bancario: «Sia chiaro – avverte Gervasoni – non ci poniamo in una posizione antagonista a quella delle banche dal momento che lavoriamo insieme per fornire finanziamenti a quella fascia di imprese che il sistema bancario fatica a coprire».

Una caratteristica tutta italiana, secondo Daniele Candiani, partner di Deloitte Debt&Capital Advisory: «In Italia gli operatori di private debt entrano in quelle operazioni che le banche non riescono a finanziare (per complessità o tempistica) oppure forniscono un finanziamento aggiuntivo rispetto al debito bancario “senior”. Al contrario, sui mercati internazionali, in particolare nel Regno Unito, il private debt rappresenta la fonte prevalente del debito a supporto di acquisizioni, ponendosi così in competizione diretta con le stesse banche». Nella medesima direzione vanno i fondi di private equity e venture capital con 5 miliardi di euro raccolti nel 2017 di cui 2,8 miliardi andati a finanziare direttamente i piani di sviluppo delle imprese.

Cresce anche il crowdfunding, dedicato alle start up e alle Pmi, un canale che finora ha raccolto 249 milioni di euro (153 milioni nell’ultimo anno) e che nei primi mesi del 2018 ha veicolato fondi per una cifra superiore a tutto il 2017. La voce dell’equity crowdfunding (la tipologia che prevede la sottoscrizione di capitale di rischio, per cui l’investitore diventa a tutti gli effetti socio dell’impresa) al 30 giugno ha raggiunto 33,3 milioni di euro, con una raccolta di 20,9 milioni di euro solo nell’ultimo anno, oltre il triplo rispetto a quello dello scorso anno. Mentre il lending crowdfunding (il prestito con modalità di rimborso e remunerazione del capitale attraverso un tasso di interesse) ha raccolto 216,9 milioni di euro complessivi, di cui 132,3 milioni solo nell’ultimo anno e 44,7 milioni solo per le imprese.

«I dati mostrano un mercato in forte crescita – afferma Giancarlo Giudici, direttore scientifico dell’Osservatorio crowdinvesting del Politecnico di Milano– grazie a politiche favorevoli, come l’estensione dell’equity crowdfunding a tutte le Pmi e l’applicazione della ritenuta sostitutiva del 26% ai proventi per il lending crowdfunding, all’apertura del crowdinvesting a nuove aree di business, come quella del real estate, e in generale alla progressiva maturazione del mercato. Soprattutto nel lending, si sta rivelando cruciale il coinvolgimento di investitori istituzionali».

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02 Novembre 2018 – Aggiornamento su Pace Fiscale

Pace fiscale, parte la corsa ai 9 condoni. Ecco tutte le scadenze.

Fonte: IlSole24Ore

Parte da oggi la corsa ai nove condoni fiscali. La pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» del decreto legge 23 ottobre n. 119 fa da spartiacque, ad esempio, tra chi potrà definire un processo verbale di constatazione (Pvc), un avviso di accertamento, di rettifica o di liquidazione o un accertamento con adesione da sottoscrivere, senza versare sanzioni e interessi e chi invece riceverà questi documenti da domani e dovrà chiudere i conti versando l’intera pretesa del Fisco maggiorata, come da prassi, di sanzioni e interessi.

Non solo. L’entrata in vigore del 24 ottobre riguarda anche lo stralcio delle micro-cartelle. Secondo l’articolo 4 del decreto legge, l’agenzia delle Entrate procederà a “strappare” i debiti di importo residuo fino a mille euro calcolato fino a oggi. L’importo stralciato terrà conto del capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, che risultano dai singoli ruoli. Un dettaglio non di poco conto che di fatto, nella pratica, aumenta il valore della cartella destinata allo stralcio soprattutto se questa è riferita a più carichi.

Facciamo un esempio. Il professionista che ha ricevuto dalle Entrate tra il 2000 e il 2010 ruoli per Irpef non pagata pari 900 euro e Irap per altri 500 euro, e dal Comune si vede iscritta a ruolo Ici 2005 per 300 euro e altri 300 euro per l’Ici 2006, si vedrà cancellare l’intero debito pari a 2.900 euro. I singoli carichi comprensivi di sanzioni e interessi sono tutti inferiori ai 1.000 euro come prevede lo “strappa cartella”. Il debitore in questo caso non dovrà attivarsi e attendere che l’Agenzia delle Entrate Riscossione indichi nell’estratto conto del contribuente l’avvenuta cancellazione del debito residuo o l’importo delle somme ancora dovute.

Anche la definizione delle liti pendenti è legata a doppio filo alla data del 24 ottobre. Per aderire alla sanatoria, infatti, è necessario che entro questa data il ricorso in primo grado sia stato notificato alla controparte. E che sia stata depositata l’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare, sul merito o sull’ammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio, in cui l’Agenzia sia risultata soccombente per consentire al contribuente di definire la lite sulle sole sanzioni non collegate al tributo con il 15% del valore della controversia.

Altra data con bollino rosso è quella del 13 novembre, soprattutto per chi ha un accertamento con adesione in mano. Per allora il contribuente dovrà sottoscrivere la proposta del Fisco se vorrà aderire alla definizione agevolata risparmiando sanzioni e interessi. Dieci giorni dopo invece scatta il termine entro cui si potranno definire “a prezzo stralciato” gli avvisi di accertamento, di rettifica e di liquidazione. E ancora, il 7 dicembre dovranno andare alla cassa tutti i debitori che hanno aderito alla rottamazione bis per saldare il conto 2018, ossia le tre rate di luglio, settembre e quella di ottobre spostata proprio al 7 dicembre. Un treno da non perdere per poter salire sulla rottamazione ter che offre una dilazione in 5 anni del debito residuo.

Intanto la relazione tecnica presentata dal Governo al Senato con il decreto fiscale conferma che non sono quantificabili le entrate della tanto discussa dichiarazione integrativa speciale, mentre l’effetto combinato di rottamazione ter delle cartelle, dilazione a cinque anni dei pagamenti anche per la rottamazione bis e stralcio delle micro-cartelle è attesa una perdita di oltre 41 milioni nel 2018 e una di 3 milioni nel 2019 per poi andare in positivo con oltre 1,6 miliardi dal 2020 e oltre 2 miliardi dal 2021. Entrate tutte destinate al fondo taglia tasse.

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31 Ottobre – Assunzioni in Sicilia

A.A.A. lavoratori cercasi: in Sicilia entro dicembre 49.210 assunzioni

Il 28% delle figure richieste sono operai specializzati e conduttori di impianti, il 26% appartenenti alle professioni commerciali e dei servizi, il 22% dirigenti, specialisti e tecnici, il 9% impiegati e il restante 15% generici. Catania e Palermo fra le cinque città con maggiori offerte al Sud e per maggiori informazioni ecco a chi rivolgersi…

Fonte: La Sicilia

PALERMO – Quasi 50mila nuovi posti di lavoro programmati dal 12% delle aziende siciliane da qui a dicembre. Lo dice il rapporto regionale Excelsior elaborato da UnioncaMere Sicilia. A livello nazionale, aumentano le imprese che programmano assunzioni, aumentano i contratti offerti, ma aumenta anche la difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro, che tocca il suo massimo dallo scorso anno. Si preannuncia, dunque, un autunno/inverno frenetico per il mercato del lavoro, in Italia e anche in Sicilia.

Le imprese riprendono ad offrire opportunità di lavoro a pieno ritmo in tutto il Paese, secondo l’ultimo rapporto Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal. La tendenza nazionale è ben seguita anche dal tessuto economico dell’Isola, così come emerge dall’elaborazione regionale delle rilevazioni e dei questionari sulle imprese effettuata da Unioncamere Sicilia. Tant’è che Palermo e Catania risultano fra le prime cinque città del Sud che programmano il maggior numero di ingressi di personale e nelle quali la difficoltà a trovare figure professionali adeguate scende al 16,8% dei casi. Ai lettori che lamentano che nel rapporto non vengono indicate le aziende che assumono, va chiarito che Excelsior è una rilevazione statistica che serve più che altro a chi deve attuare le politiche attive del lavoro. In ogni caso, è bene sapere che ci sono nuove opportunità; magari si possono chiedere informazioni più specifiche ai servizi Excelsior delle singole Camere di commercio.

In dettaglio, nel trimestre ottobre-dicembre le aziende siciliane hanno programmato 49.210 assunzioni, di cui l’85% sotto forma di rapporto dipendente e il 15% come incarico da esterno. Nel 30% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 70% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita); si concentreranno per il 73% nel settore dei servizi e nelle imprese con meno di 50 dipendenti; il 22% sarà destinato a profili high skill (ossia dirigenti, specialisti e tecnici), quota allineata alla media nazionale. Secondo il rapporto regionale, in 18 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati; per una quota pari al 26% interesseranno giovani con meno di 30 anni; il 16% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato; per il 72% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore.

Quanto ai profili richiesti, il 22% sono dirigenti, specialisti e tecnici; il 9% impiegati; il 26% appartenenti alle professioni commerciali e dei servizi; il 28% operai specializzati e conduttori di impianti; infine, il 15% generici.Il rapporto Excelsior Sicilia entra anche nello specifico dei posti programmati. Queste le figure più difficili da reperire: 860 entrate per tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale (45% di difficoltà); 420 per tecnici informatici, ingegneristici e della produzione (41,3% di difficoltà); 200 operatori della cura estetica (37,4%). Al 16% del totale è richiesta la laurea, al 36% il diploma di scuola media superiore, al 28% un diploma o qualifica professionale e al 20% l’avere concluso almeno la scuola dell’obbligo.

Delle 49.210 assunzioni programmate fra ottobre e dicembre, a novembre se ne prevedono 16.260. Di queste, 4.690 saranno nell’industria in generale, di cui 490 alimentari e bevande, 50 nel tessile, 80 legno-mobile, 70 carta-stampa, 130 nella chimica-farmaceutica, 100 nella lavorazione minerali non metalliferi e cave e miniere, 530 nelle industrie metallurgiche, 440 in quelle meccaniche ed elettroniche, 300 in altre industrie); poi, 2.510 nelle costruzioni edili e 11.560 nei servizi (3.000 nel commercio, 1.570 nel turismo, 1.610 in trasporto, logistica e magazzinaggio, 30 nella comunicazione, 260 nei servizi informatici e Tlc, 300 nei servizi avanzati di supporto alle Pmi, 70 nei servizi finanziari e assicurativi, 1.710 nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone, 3.000 nei servizi alle persone.

A dicembre le richieste saranno lievemente inferiori, 13.010. Saranno così divise: 2.860 nell’industria (410 alimentari e bevande, 30 nel tessile, 60 legno-mobile, 20 carta-stampa, 80 chimico-farmaceutica, 60 lavorazione minerali non metalliferi e cave e miniere, 300 nelle industrie metallurgiche, 290 in quelle meccaniche ed elettroniche, 190 in altre industrie), 1.410 nelle costruzioni e 10.150 nei servizi (3.360 nel commercio, quindi più che a novembre per via delle vendite natalizie, 1.510 nel turismo e ristorazione, 1.100 nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio, 100 nella comunicazione, 180 nei servizi informatici e Tlc, 270 nei servizi avanzati di supporto alle imprese, 70 (stabile) nei servizi finanziari e assicurativi, 1.320 nei servizi operativi a supporto di imprese e persone, infine 2.240 nei servizi alle persone.

Secondo un’altra classificazione, il rapporto Excelsior Sicilia individua, a novembre, 2.190 posti offerti nell’industria manifatturiera e nelle Public utilities (energia, gas, acqua e ambiente), sempre 2.510 nelle costruzioni, 3.000 nel commercio, 1.570 nei servizi turistici di alloggio e di ristorazione, 3.990 nei servizi alle imprese e 3.000 nei servizi alle persone. Il prossimo mese il grosso delle entrare riguarderà aziende fino a 49 dipendenti (11.770), ancora 2.790 ingressi in quelle fino a 249 addetti e 1.700 in quelle più grandi.

A dicembre, 1.450 posti nell’industria manifatturiera e nelle utilities, 1.410 nelle costruzioni, 3.360 nel commercio, 1.510 nel turismo e ristorazione, 3.040 nei servizi alle imprese e 2.240 nei servizi alle persone. Quanto alle dimensioni delle aziende, 9.820 contratti in quelle fino a 49 dipendenti, 1.890 nella fascia intermedia e 1.300 in quella superiore.

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29 Ottobre – SMS Truffa Iphone

SMS truffa, iPhone XR in regalo, ecco il messaggio bufala svuota-conto

Truffe online, spunta il messaggio Apple che regala il nuovo iPhone XS, una bufala che può costarvi carissimo

Fonte: InvestireOggi

Spunta un clamoroso messaggio da parte di Apple inerente il nuovo iPhone XS, ma prestate la massima attenzione poiché si tratta della classica truffa in cerca di vittime. Ecco il nuovo SMS bufala che promette il regalone e invece si vuole insinuare nel vostro device per fare danni.

Secondo le segnalazioni che raccolte anche sui social, il messaggio Apple non fa altro che invitarci a ritirare un premio estremamente allettante. SoleApple è il mittente incriminato e ci parla come accennato di un iPhone XS, coi dettagli su questa gradita sorpresa raggiungibili tramite un link apposito. A questo punto scatta la richiesta di fornire nuovi dati, naturalmente personali e finalizzati allo scopo di scoprire di più sulla vostra persona per affliggervi con il solito massiccio spam pubblicitario.

Più che bufala quindi si tratta di vera e propria truffa, lo scopo è quello di arrivare alla vostra carta di credito, e qui c’è poco da scherzare, quindi massima attenzione al messaggio incriminato. A quanto pare il messaggio Apple trae in inganno in quanto il mittente menziona anche il nostro nome. Probabile che il numero di telefono sia stato rubato da qualche database in occasione di attacchi precedenti. Diffidate sempre quindi da questo tipo di messaggi.

WhatsApp non è nuovo a questo tipo di attacchi, ma l’azienda sta facendo progressi in questo senso, inserendo diversi accorgimenti per risolvere il problema delle bufale e delle truffe online. Purtroppo quindi gli hacker hanno trovato il modo di insinuarsi nei nostri smartphone anche via SMS, il che forse è ancora più pericoloso. Vi suggeriamo quindi di cancellare immediatamente il messaggio incriminato.

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